BeQuiet

Cosa è il BeQuiet?

 

Il BeQuiet, è un movimento artistico culturale. 

Nasce nel  2012 proponendosi come semplice palco libero e “Area protetta” di silenzio ed ascolto per cantautori italiani emergenti e nel tempo diventa vero logo di qualità per attività artistico musicali legate non solo alla canzone d’autore ma a tutto ciò che di musicale possa essere proposto a Teatro ed ai luoghi idonei ad un ascolto attento. Quando tornai a Napoli dopo una serie di esperienze artistiche in giro per l’italia,  avevo ben presente che nella mia città mancava un circuito indipendente che desse spazio agli artisti e li mettesse in connessione con altre realtà di produzione e distribuzione, senza la necessità di mettersi come sempre accade, in “viaggio”.

 Il BeQuiet  nasce, dunque, da un’esigenza, una vera necessità: creare un “circuito d’opportunità”, l’opportunità di restare a Napoli per fare il proprio bellissimo lavoro. Oggi il BeQuiet è un vero e proprio ideale, un punto di aggregazione non solo per i musicisti e per gli artisti ma per tutti gli operatori del mondo dell’arte. Passo dopo passo è cresciuto, accogliendo artisti da tutta Italia e spostandosi dalle cantine del Cellar Theory (locale underground) al prestigioso cartellone del Teatro Bellini, fino a divenire nel 2016, dopo una serie di numerosi sold out  il caso teatrale dell’anno. Nel 2018 Rai2 incuriosita dall’esperimento del gruppo di artisti, mette in onda una puntata 0 del “BeQuiet Talent Show” format televisivo ideato e prodotto da Giovanni Block e registrato proprio al Teatro Bellini di Napoli. 


Audio prima serata BeQuiet 2012 - Giovanni Block

Il primo logo del BeQuiet utilizzato dal 2012 al 2015

Di fatti per molti anni il problema della musica live specialmente in Italia è stato il caos che la circondava. Non c’erano molti posti o occasioni di far sentire le proprie opere in una atmosfera di silenzio e di rispetto dell’artista. Sarà anche per questo, per questa sua propensione naturale alla tutela della performance e dell’artista che il be quiet è stato da subito dedicato a Nick Drake, un grande Cantautore inglese, morto suicida, forse a causa di un mondo che non ha saputo apprezzarlo in tempo (come troppo spesso accade).  Questo giovane poeta si dice avesse quasi paura di calcare le scene con la sua voce flebile e le sue canzoni così delicate, in quanto avrebbero necessitato di maggiore attenzione e appunto maggiore silenzio. 

Il primo logo del BeQuiet lo ideai prendendo spunto dalle famose Scimmie Giapponesi. Queste tre scimmie insieme danno corpo al principio proverbiale del “non vedere il male, non sentire il male, non parlare del male”. I loro nomi sono “Mizaru”, “scimmia che non vede il male”, “Kikazaru”, “scimmia che non sente il male” e “Iwazaru”, “scimmia che non parla del male”. A volte è rappresentata una quarta scimmia insieme alle altre, questa, “Shizaru” simboleggia il principio del “non compiere il male” e può essere raffigurata con le mani incrociate.
Una immagine che a me è sempre piaciuta molto. Gli stessi soggetti dunque nel nostro logo (sia il primo che il nuovo prodotto nel 2015)  tengono la bocca tappata lasciandone solo una a bocca aperta assumendo dunque il significato del “Tutti zitti“, c’e’ qualcuno che sta parlando” (Nel nostro caso “Cantando”). Dunque resta in silenzio. BeQuiet please.

Nick Drake.  (Yangon, 19 giugno 1948 – Tanworth-in-Arden, 25 novembre 1974) 

Una realtà nata nelle Cantine dell'Underground Napoletano, che ho trasformato negli anni in
Teatro, Radio e Televisione.

Per me più che un progetto o una “Ambizione” il BeQuiet è stato un sogno, nato quasi per caso. Abbiamo iniziato nel 2012 in tre facendo dei video con una Telecamerina postandoli su facebook e creando eventi che recitavano in maniera seria ed “austera” :

The “Be Quiet” night, è una serata dedicata ai cantautori di Napoli.

Cantautori.
L’ingresso e gratuito. Il palco è aperto.
Basta avere delle cose da dire.
Dirle bene.
La cosa garantita è il silenzio e l’attenzione all’ascolto.
L’ascolto che la canzone d’autore merita.
L’intento è quello di creare un’appuntamento fisso (ogni quindici giorni) dove i cantautori della città possano incontrarsi, comunicare, e confrontarsi.
Senza scopo di lucro, senza nessuna pretesa, solo per spirito di aggregazione.
I partecipanti all’evento non figureranno su nessun manifesto, flyer, volantino o quant’altro.
Di farci o farvi pubblicità non interessa a nessuno.
Se vieni canta.
Canta la tua canzone e basta.
E ci farà piacere. Il resto non conta.
Il resto sono solo chiacchiere.
Noi facciamo le canzoni.

A presto.

– Invita chi vuoi, soprattutto cantautori.
– Non si eseguono Cover.
– ci si può portare massimo 2 strumentisti

L’evento suonava dunque  come una sorta di “manifesto” del “Fight Club”, o invito a partecipare ad una specie di “Carboneria Musicale Artistica“, e a dirla tutta, il primo anno di appuntamenti era esattamente così che ci sentivamo.  Immersi nel freddo e nell’umido della “Cellar Theory” (Locale Napoletano che ha ospitato i primi anni del BeQuiet), la puzza di fumo, le nottate a parlare di musica, le chitarre, le cene improvvisate con pietanze che ognuno preparava per la sera dell’incontro, ogni 15 giorni ci si vedeva intorno alle canzoni.  Ogni 15 giorni era una festa, la festa dei cantautori. Ho avuto modo di ascoltare canzoni bellissime che purtroppo la discografia Italiana non conoscerà mai per la sua assoluta sordità, ma vivono ancora nella mia mente, ancora oggi le canto, e quando le riascolto sento l’odore di quelle serate d’inverno. 

 

Prima clip BeQuiet del 2012. La voce fuori campo sono io.

Non si contano i cantautori e i musicisti che ho conosciuto con il BeQuiet I primi due anni di attività nei locali dell’underground (Dal 2012 al 2014) hanno fatto girare molto il nome e la storia di questa idea con un naturale passaparola. Tutto è stato molto umano e vivace, anche i litigi, le polemiche e i momenti di rottura. Anche da parte mia l’atteggiamento nei confronti del è stato assolutamente morbido. Pensate che addirittura non ho sempre seguito tutte le serate in quanto la cosa procedeva naturalmente da sola, senza imposizioni o direzioni forzate di qualcuno. 

Di seguito il minispot della Prima edizione dell'Ugo Calise festival 2014

 

Ma i veri passaggi significativi di questa storia disordinata si sono verificati tra il 2014 e il 2016 in quanto le attività si sono diventate molteplici e l’attenzione del pubblico è aumentata.

Nel 2014 in estate, per la precisione a fine Luglio, ho messo su una tre giorni di musica in Molise, grazie a Luca Fatica  giovane sindaco di un borgo antico che si chiama Oratino, che mi invitò a tenere un mio concerto ne borgo ed io gli chiesi (visto che i soldi proprio non mi piacciono)  di investire la stessa somma del mio concerto in una tre giorni di musica collettiva, (tre giorni che poi in seguito ha suscitato enorme entusiasmo nelle istituzioni molisane a tal punto da renderlo un  appuntamento fisso e Premio alla Canzone D’autore dedicato ad Ugo Calise voce storica della canzone Napoletana nel mondo e nato proprio ad Oratino).  In quei giorni tutti i cantautori del BeQuiet hanno raggiunto  il Molise e hanno messo a disposizione la loro musica e le loro canzoni in cambio della fantastica accoglienza degli abitanti di Oratino. Sono state serate di vino, buon cibo, canzoni a squarciagola e sacchi a pelo in una vecchia scuola materna ormai vuota.

Il 26 Marzo del 2015 va in onda la prima puntata su RADIO CRC del BeQuiet Late Show, un programma radiofonico scritto , diretto  e condotto da me in cui come sempre ho coinvolto tutti i cantautori del BeQuiet. Non avendo mai condotto programmi radiofonici ho dovuto imparare in fretta, ovviamente ogni attività organizzata dal BeQuiet era a titolo gratuito e quindi lavoravamo tutti a no budget, ed è sempre stata quella la filosofia dell’associazione. I temi erano vari, ma di base c’era la voglia di far ascoltare tutta la bella musica che si conosceva in giro per i club e che non era possibile sentire in radio, perchè appunto come già ho detto, le case discografiche italiane non hanno molta voglia di investire nella musica d’autore e hanno abituato il pubblico al triste percorso dei Talent, Show, spingendo una intera generazione verso l’assurda convinzione che quello sia “L’unico Modo”.  Il pubblico che ci seguiva comunicava con noi attraverso i social, e facebook è stata una piattaforma utile in tal senso. Leggevamo in diretta commenti, nascevano discussioni, si scambiavano idee.

La vera sorpresa per tutti noi è arrivata a Settembre 2015. Infatti i direttori del Teatro Bellini per cui avevo in precedenza lavorato come musicista per il format Dignità Autonome di Prostituzione di Luciano Melchionna, mi contattano dopo aver letto un articolo che parlava del mio lavoro con il BeQuiet e di altre realtà emergenti in città. Essendoci di base una stima reciproca, mi hanno chiesto in che modo avrebbero potuto contribuire al lavoro che stavo portando avanti, e insomma dopo qualche incontro abbiamo trovato insieme la formula più adatta a quello che avevo in mente trasformando così una volta al mese il Piccolo Bellini, (luogo prestigioso del teatro di prosa Napoletano) in un palco dedicato alla musica di qualità. 

Il BeQuiet dunque è entrato a far parte ufficialmente del cartellone  2015/2016 del Teatro Bellini. 

Dunque l’asticella della difficoltà sarebbe di certo salita. Da un lato avevo grande entusiasmo per una  cosa bella che stava accadendo ad una creatura così acerba; dall’altra però una cosa era stato portare pubblico nei locali ad ingresso spesso gratuito per il palco libero, una cosa sarebbe stato portare pubblico pagante a teatro a sentire musica d’autore (emergente e spesso non ancora edita quindi semi-sconosciuta). 

Dunque non avendo io alcun tipo di sovvenzionamento o finanziamento o sponsor, avrei dovuto riempire sempre il teatro per poter far fronte alle spese tecniche della sala. Questo si che era una sfida. Anche perchè il be quiet non ha mai fatto affidamento su nomi famosi, ne nazionali, ne regionali, ne cittadini, forse i primi tempi un il nome un pochino più conosciuto era proprio il mio ed è quello che ho usato come volano per portare avanti questa idea (che molti miei amici mi hanno sempre sconsigliato e lo scrivo con un leggero sorriso sulle labbra). 

La formula di messa in scena che ho scelto per il primo anno di BeQuiet al Teatro Bellini consisteva in un semplice concerto, con in scena quattro artisti del nostro gruppo in una scenografia improvvisata che sembrava un salotto di un semplice appartamento,  e invece in platea in mezzo al pubblico c’erano tutti gli altri sempre microfonati, che potevano intervenire, talvolta anche a sproposito, in quanto non tutti avevano una verve teatrale o non tutti erano semplicemente abituati a parlare in pubblico essendo solo avvezzi a cantare..tanto c’ero io a fare il presentatore e il padrone di casa.. (ma anche questo ha fatto parte del laboratorio perenne che ho vissuto in questi anni) . Questo clima che sapeva di estemporaneo e questa assoluta improvvisazione , unito alla quasi sempre ottima qualità musicale degli artisti in scena  creava grande simpatia del pubblico nei nostri confronti, c’era affiatamento e alla fine la gente invece di andare via si accalcava nel bar del teatro per bere con noi. 

 

Il primo anno il BeQuiet ha registrato solo Sold Out portando a teatro un pubblico vario ed eterogeneo. La formula dei quattro cantautori in scena con interventi dal pubblico è sempre molto piaciuta anche perchè abbiamo sempre cercato di toccare più mondi sonori nella stessa serata. Quello che però mi  entusiasmava di più erano gli incontri artistici e produttivi che nascevano in quelle occasioni. Nuove formazioni, brani o collaborazioni si vedevano sempre più spesso e questo mi inorgogliva non poco. 

E’ stata l’occasione per far salire di nuovo sul palco chi aveva mollato, o chi stava per. L’occasione per far ritrovare smarriti entusiasmi o solo per avere un punto di appoggio quando si aveva voglia di suonare o stare insieme. 

Raro Più dedica tre pagine al BeQuiet definendolo un "Caso Teatrale"

I Vandalia durante una loro performance al Piccolo Bellini per il BeQuiet

 

Tra gli artisti posti in platea che intervenivano tra un brano e l’altro dei quattro ospiti della serata, è stata sempre presenza gradita il coro de “I Vandalia”. In tuti gli anni del BeQuiet loro si alzavano durante il cambio palco, per intrattenere il pubblico con brani comici e polifonici direttamente tra le poltrone, successivamente durante il BeQuiet Talent Show prodotto nel 2018,  il loro ruolo era  quello di cantare una fantomatica pubblicità per il piacere dei nostri fantomatici “Promessi Sponsor” (sponsor che ci hanno promesso dei soldi), In questo caso la “MOZZARELLA SENZA LUCIA”. 

La cartolina di auguri di Buon 2016 per i fan del BeQuiet in Web

La Repubblica parla del BeQuiet

Le attività del beQuet tra il 2015 e il 2017 sono state molteplici. Spettacoli teatrali, rassegne, presentazioni di dischi, programmi in radio e ancora una volta palchi liberi per la città per poter tenere sempre il naso nell’underground e trovare nuove persone da coinvolgere nei vari appuntamenti.Tutto questo per un periodo ha necessitato una vera a propria squadra di lavoro che era formata principalmente da artisti, che in qualche modo portavano il loro apporto organizzativo a tutto il sistema che si muoveva intorno agli eventi.

Alcune grafiche della lunga serie di eventi del BeQuiet

Tutta l'emozione di una compagnia di giovani artisti, improvvisata, disordinata ma divertentissima.
Ogni volta che rivedo queste immagini mi emoziono moltissimo.

Tutti i concerti (o spettacoli) del  2015/16 con mia grande sorpresa sono andati molto bene e  questo ha permesso al progetto BeQuiet di essere riconfermato anche nel cartellone del Teatro Bellini 2016/17. 

La formula di intrattenimento fatta di buona musica, scherzo ed improvvisazione (di matrice Arboriana)  è sempre stata durante il primo anno  a Teatro, ma anche in precedenza  al tempo dei palchi liberi,  mia cifra stilistica  e di conseguenza del BeQuiet. Una formula che mi porto dietro dai miei concerti e che ho provato a trasferire a tutti quelli che mi hanno frequentato in questi anni, quasi come Mission. In quanto il mio umile parere è che il Cantautore se va in scena deve saper fare emozionare ma anche far divertire o quantomeno, intrattenere. Altrimenti non è necessario andare in scena. (Insomma basta con l’idea che il cantautore sia un uomo triste). 

Volevo quindi sfruttare questa cifra stilistica mettendo in evidenza una tematica da trattare in maniera spietata con ironia dissacrante; quella dei Talent Show. Personalmente sono convinto che i Talent siano stati l’ultima vera batosta al sistema produttivo musicale Italiano, e che siano da sempre retti da regole assurde come assurde sono le regole della discografia e del mercato attuale.  Regole che hanno ghigliottinato il piccolo artigianato musicale Italiano di cui mi pregio di far parte, educando generazioni intere ad imitare star d’oltreoceano imitandone lo stile e i modi di produrre e di cantare. Non voglio dilungarmi sull’argomento che mi accalora particolarmente ma mi limiterò a dire che se oggi nascesse DeAndrè, grazie ai Talent non non lo sapremmo. Questo è poco ma sicuro, e dunque, noi stiamo rinunciando ad una tradizione fondamentale della nostra cultura. Quella della poesia in musica di cui il Cantautore è principale esponente.   Ad ogni modo avevo il sogno di indirizzare tutti quelli del BeQuiet verso qualcosa di più di un semplice concerto divertente a Teatro. Quindi nonostante non fossimo una compagnia teatrale e non avessimo i mezzi economici per farlo ci comportammo esattamente come tale mettendo  in scena un finto talent show a Teatro riproducendo un vero e proprio set televisivo, con tanto di “Uomo Applausi” e quattro giurati ignoranti stupidi e spietati, (molto simile alla realtà direbbe qualcuno…).  Un talent dove partecipavano veri talenti ma in cui non fossero mai riconosciuti e dove vincesse sempre il raccomandato di turno. Ogni membro del gruppo quindi aveva la sua “Parte”. C’era chi faceva il cameraman, chi il giurato, chi il presentatore, e in qualche prova raffazzonata, tra una birra e una battuta siamo riusciti a mettere due volte in scena questa bozza del Finto Talent Televisivo a Teatro.  

Questo esperimento, questa prima bozza di Idea ha un titolo e un sottotitolo : 

 “BeQuiet Talent Show” 

(L’unico Talent che ti rende meno famoso di prima). 

Ne ho prodotta  una versione teatrale nell’ottobre e nel novembre del 2016, (successivamente nel maggio 2018 ne ho prodotto la versione televisiva andata in onda su RAI2)

Tra il 2016 e il 2017 non mi sono limitato a produrre solo il finto Talent Teatrale. Tutte le altre attività procedevano. L’ organizzazione di rassegne, l’ organizzazione di concerti a Teatro, il programma Radiofonico, la presentazioni di dischi e libri e  la conseguente produzione di materiale promozionale, rendevano la macchina organizzativa davvero troppo complessa per una persona sola,  e quindi ho iniziato a circondarmi non solo di artisti ma anche di figure professionali. Le grafiche, la fotografia e i  video live erano prodotte da persone che si erano affezionate al progetto, ed io potevo risparmiare energie  limitandomi a supervisionare a lavoro finito. 

In altri casi invece curavo personalmente la produzione. Ad esempio produssi la sigla del programma su Radio CRC  ma mi  cimentavo  anche in video per il web che producevo divertendomi a tempo perso con tutto il gruppo usando questa nuova forma di comunicazione audiovisiva. 


Un Piccolo salto di Qualità l’abbiamo fatto anche nell’organizzazione di concerti e rassegne, aprendoci alla possibilità di invitare artisti da tutta Italia. 

Abbiamo ospitato Erica Mou, Leo Pari, Attilio Fontana e tanti altri. Tutti sono rimasti molto colpiti dall’atmosfera del Piccolo Bellini e tutti hanno  ancora voglia di venire a trovarci.  

Nel 2017 dopo un altro anno di Sold Out al Teatro Bellini  abbiamo chiuso la stagione con la rassegna “Be Happy in Neapolitan Trips” che come mission ha avuto trasforma un ostello della gioventù in sala da concerti. (E’ stato un successo).

Resta infatti memorabile l’esperimento del piccolo spot comico “NON SEMBRI DI NAPOLI“, un mini clip per il web di pochi minuti, che ha ottenuto un enorme successo online su facebook. Tutto sommato con i pochi mezzi a disposizione che avevamo ed essendo totalmente no budget, siamo riusciti a far girare il logo BeQuiet davvero tanto.  Ma poi nel caso specifico del video “Non Sembri di Napoli”  ponevamo una fondamentale questione al pubblico in giro per l’Italia, ossia “Perchè vi aspettate da noi artisti Napoletanì la Napoletanità dei luoghi comuni?”

Tutta l'emozione di una compagnia di giovani artisti, improvvisata, disordinata ma divertentissima.
Ogni volta che rivedo queste immagini mi emoziono moltissimo.

Tutti i concerti (o spettacoli) del  2015/16 con mia grande sorpresa sono andati molto bene e  questo ha permesso al progetto BeQuiet di essere riconfermato anche nel cartellone del Teatro Bellini 2016/17. 

La formula di intrattenimento fatta di buona musica, scherzo ed improvvisazione (di matrice Arboriana)  è sempre stata durante il primo anno  a Teatro, ma anche in precedenza  al tempo dei palchi liberi,  mia cifra stilistica  e di conseguenza del BeQuiet. Una formula che mi porto dietro dai miei concerti e che ho provato a trasferire a tutti quelli che mi hanno frequentato in questi anni, quasi come Mission. In quanto il mio umile parere è che il Cantautore se va in scena deve saper fare emozionare ma anche far divertire o quantomeno, intrattenere. Altrimenti non è necessario andare in scena. (Insomma basta con l’idea che il cantautore sia un uomo triste). 

Volevo quindi sfruttare questa cifra stilistica mettendo in evidenza una tematica da trattare in maniera spietata con ironia dissacrante; quella dei Talent Show. Personalmente sono convinto che i Talent siano stati l’ultima vera batosta al sistema produttivo musicale Italiano, e che siano da sempre retti da regole assurde come assurde sono le regole della discografia e del mercato attuale.  Regole che hanno ghigliottinato il piccolo artigianato musicale Italiano di cui mi pregio di far parte, educando generazioni intere ad imitare star d’oltreoceano imitandone lo stile e i modi di produrre e di cantare. Non voglio dilungarmi sull’argomento che mi accalora particolarmente ma mi limiterò a dire che se oggi nascesse DeAndrè, grazie ai Talent non non lo sapremmo. Questo è poco ma sicuro, e dunque, noi stiamo rinunciando ad una tradizione fondamentale della nostra cultura. Quella della poesia in musica di cui il Cantautore è principale esponente.   Ad ogni modo avevo il sogno di indirizzare tutti quelli del BeQuiet verso qualcosa di più di un semplice concerto divertente a Teatro. Quindi nonostante non fossimo una compagnia teatrale e non avessimo i mezzi economici per farlo ci comportammo esattamente come tale mettendo  in scena un finto talent show a Teatro riproducendo un vero e proprio set televisivo, con tanto di “Uomo Applausi” e quattro giurati ignoranti stupidi e spietati, (molto simile alla realtà direbbe qualcuno…).  Un talent dove partecipavano veri talenti ma in cui non fossero mai riconosciuti e dove vincesse sempre il raccomandato di turno. Ogni membro del gruppo quindi aveva la sua “Parte”. C’era chi faceva il cameraman, chi il giurato, chi il presentatore, e in qualche prova raffazzonata, tra una birra e una battuta siamo riusciti a mettere due volte in scena questa bozza del Finto Talent Televisivo a Teatro.  

Questo esperimento, questa prima bozza di Idea ha un titolo e un sottotitolo : 

 “BeQuiet Talent Show” 

(L’unico Talent che ti rende meno famoso di prima).